Manca una settimana all'apertura del Cersaie 2026 e, prima di varcare i cancelli di BolognaFiere, vale la pena capire cosa si troverà tra i padiglioni. Non solo nuovi prodotti: ogni edizione del salone internazionale della ceramica e dell'arredo bagno racconta dove sta andando l'intero settore. Il programma 2026, con i suoi convegni inaugurali e i titoli delle installazioni culturali, offre già indizi molto precisi.
Il filo conduttore di quest'anno si legge chiaramente nel manifesto: natura, benessere, materia e spazi fluidi. Non è uno slogan generico. È la sintesi di un cambiamento che il settore ceramico sta vivendo in profondità: la piastrella che imita un altro materiale lascia spazio alla ceramica con una propria identità. Ecco i principali trend da seguire.
1. La ceramica è sempre più "architettura"
Il primo cambiamento è concettuale. La ceramica non è più soltanto la piastrella da posare a pavimento o a rivestimento: è un materiale per costruire l'ambiente. Grandi lastre, rivestimenti continui, facciate ventilate, pareti speciali, top cucina, lavabi e arredi in ceramica saranno protagonisti in fiera, a testimonianza di una filiera che ha ampliato enormemente il proprio perimetro applicativo.
Anche la struttura stessa del salone riflette questa evoluzione: ampio spazio è dedicato alle applicazioni architettoniche e materiali complementari non ceramici. Chi progetta interni o ristruttura casa troverà soluzioni integrate che fino a qualche anno fa erano impensabili in questo materiale.
2. Matericità e superfici molto tattili
Il programma 2026 si apre significativamente con due titoli rivelativi: "Touch & Feel. Un nuovo alfabeto sensoriale dell'abitare" e "Oltre la superficie: la poetica della materia". Non è un caso. Il settore sta vivendo una forte evoluzione: si passa dalle superfici semplicemente "effetto marmo" o "effetto legno" verso proposte che puntano su texture, rilievi, irregolarità, finiture opache e sensazioni al tatto.
La ceramica diventa un'esperienza multisensoriale. Non basta più che sia bella da guardare: deve essere interessante da toccare. Le finiture matt e semi-opache, le superfici volutamente imperfette e le texture che richiamano la terra, la pietra grezza o i tessuti naturali saranno ovunque.
3. Toni naturali, ma meno minimalismo freddo
Il manifesto 2026 parla esplicitamente di natura, benessere e spazi fluidi, con una palette che spazia dalle tonalità calde a quelle più fredde. Niente però di algido o asettico: l'atmosfera è quella della terra, dell'organico, del vissuto.
Aspettatevi di vedere molto beige, argilla, terracotta, sabbia, verdi desaturati, bruni e pietre naturali. Accanto a questi, colori più sofisticati come l'ottanio, il prugna, il verde bosco profondo che si useranno come accenti per dare personalità senza sovrastare. Il minimalismo freddissimo degli ultimi anni cede il passo a qualcosa di più caldo, imperfetto e umano.
4. Formati grandi + piccoli formati decorativi
Al Cersaie 2026 convivranno due direzioni apparentemente opposte, entrambe molto vitali.
Da un lato, le lastre sempre più grandi con una minimizzazione delle fughe: il gres porcellanato in formato XXL permette di ottenere ambienti visivamente continui, puliti ed essenziali. Una tendenza consolidata che si raffinerà ulteriormente.
Dall'altro, i piccoli formati, i mosaici, le mattonelle tridimensionali e le composizioni decorative. Questa seconda corrente è forse la più interessante, perché porta una risposta precisa a un'esigenza reale: riportare personalità e artigianalità negli interni. Dopo anni di grandi lastre lisce, il dettaglio decorativo torna a essere un valore aggiunto, non un eccesso.
5. Ceramica 3D: rilievi, scanalature, geometrie
Questo è probabilmente uno dei filoni più interessanti e visivamente dirompenti del 2026. Rilievi, scanalature, superfici ondulate e geometrie tridimensionali trasformano la ceramica da semplice piano a elemento plastico: un materiale che gioca con la luce, crea ombreggiature, e costruisce profondità.
La ceramica 3D si avvicina concettualmente a un tessuto o a un elemento architettonico a sé stante. Non riveste più una parete: la definisce. I produttori ceramici italiani, "storicamente tra i più creativi al mondo in questo ambito", presenteranno collezioni che esplorano forme geometriche, onde, nidi d'ape e pattern naturali in tre dimensioni.
6. Wellness e hospitality
Il bagno come spazio di benessere non è una novità, ma al Cersaie 2026 il concetto si approfondisce ulteriormente. Il programma dedica un incontro specifico al wellness design, alla sostenibilità e all'hospitality, a conferma che la fusione tra bagno e interior design è ormai completa.
Le novità più attese riguardano soluzioni ceramiche integrate: superfici coordinate, top, lavabi e arredi realizzati interamente in ceramica, con estetica coerente e continuità materica che abbraccia l'intera casa e non solo il bagno tradizionale. Il riferimento all'hospitality segnala anche un flusso di ispirazione che arriva dall'alta hotellerie per trovare nuova vita nel residenziale..
7. Sostenibilità più concreta
Dopo anni di comunicazione generica sulla "green philosophy", il Cersaie 2026 segna uno scatto verso una sostenibilità misurabile e documentata. Il convegno inaugurale è dedicato all'energia sostenibile per la competitività, mentre l'installazione Every Choice Builds the Future affronta clima, normative e nuovi modi di abitare.
I temi concreti su cui si concentrerà il dibattito:
- Ciclo di vita del prodotto (LCA) e dichiarazioni ambientali di prodotto (EPD)
- Contenuto di materiale riciclato nelle lastre
- Efficienza dei processi produttivi e riduzione delle emissioni
- Durabilità come fattore di sostenibilità (un prodotto che dura è un prodotto green)
- Consumi energetici nella filiera
- Posa, manutenzione e fine vita del materiale
- Prestazioni tecniche certificate (antiscivolo, antibatterico, resistenza)
Chi acquista per ristrutturare o progettare troverà finalmente dati concreti su cui basare le proprie scelte, non solo promesse di eco-compatibilità.
8. AI, BIM e progettazione digitale
Il lato tecnologico del Cersaie 2026 è più ricco del solito. Il programma prevede un appuntamento esplicito su "L'AI entra in azienda", con un focus sulle applicazioni concrete dell'intelligenza artificiale nella produzione e nella comunicazione ceramica, e uno sul BIM applicato al costruito esistente e ai materiali ceramici.
Entrambi i temi segnalano che la filiera sta abbracciando la transizione digitale a tutti i livelli: dalla progettazione alla produzione, dalla gestione degli archivi di prodotto alla comunicazione con i progettisti. Per chi lavora in edilizia o interior design, questi strumenti stanno cambiando concretamente i processi di specifica e scelta dei materiali.
Riflessione finale: dalla copia all'identità
C'è un cambiamento di paradigma che attraversa tutti e otto i trend appena descritti, e vale la pena nominarlo esplicitamente: la piastrella che imita un altro materiale sta lasciando spazio al materiale ceramico con una propria identità.
Per anni, il settore ha puntato sull'effetto: effetto marmo, effetto legno, effetto pietra. Si trattava di dare alla ceramica il "vestito" di materiali più nobili o più caldi. Il risultato era spesso convincente dal punto di vista visivo, ma la ceramica restava in qualche modo subalterna: un surrogato economico e pratico di qualcos'altro.
Il Cersaie 2026 racconta qualcosa di diverso: la ceramica rivendica la propria materia, la propria tridimensionalità, il proprio colore, la propria applicazione. Non imita più. Propone. Ed è questa la svolta più importante da portarsi a casa dopo la visita in fiera.