Ci siamo. Dopo mesi di attesa e dopo aver scritto dei trend che ci aspettavamo, questa settimana eravamo a Bologna per il Cersaie 2026. Cinque giorni, sedici padiglioni, centinaia di espositori da ventiquattro Paesi e tanta, tanta ceramica.

Ve lo diciamo subito: l'edizione 2026 non ha deluso. Anzi, ha confermato e in certi casi persino superato le aspettative. Il filo rosso che attraversa tutto è uno solo: la natura come materia genomica. Non la natura come semplice ispirazione decorativa, ma come principio costruttivo. L'esterno che entra nell'interno, e l'interno che si fa esterno.

In breve Ceramica 3D ovunque, verde foresta protagonista inatteso, zellige e graniglia che tornano alla grande, materiali organici realizzati con scarti di produzione, il bagno che si fonde con il living e una sostenibilità finalmente misurabile. Ecco il Cersaie 2026 visto dalla nostra redazione.

La rivoluzione 3D: superfici che cambiano con la luce

La novità visivamente più immediata? Le piastrelle non sono più piatte. Rilievi, scanalature, onde, canneté e bassorilievi geometrici: la ceramica tridimensionale era presente in quasi ogni stand che abbiamo visitato. E non come dettaglio secondario, bensì spesso come proposta principale delle collezioni 2026.

Quello che colpisce di più è il rapporto con la luce. Una parete con piastrelle a scanalatura verticale alle 9 di mattina sembra completamente diversa dalla stessa parete alle 17, quando la luce si fa più bassa. I rilievi creano ombre, profondità e una vibrazione visiva che cambia nel corso della giornata. Non hai bisogno di un quadro, di una carta da parati o altro: quella parete parla da sola.

Parete rivestita con piastrelle ceramiche tridimensionali a scanalatura verticale, Cersaie 2026
Le piastrelle 3D erano protagoniste in quasi tutti i padiglioni: rilievi, scanalature e geometrie che dialogano con la luce naturale e artificiale

Abbiamo visto dai formati più classici come i rivestimenti 60x120 con scanalature profonde 4–5 mm fino a composizioni installative che ricordano quasi dei pannelli scultorei. In alcuni stand, le ceramiche erano letteralmente installate come opere d'arte, illuminate di traverso per esaltarne le geometrie.

Verde foresta e colori della terra: il colpo d'occhio dei padiglioni

Avevamo previsto toni naturali e palette terrose. Quello che non ci aspettavamo, però, era la coraggiosa scelta cromatica di alcune proposte. Il verde scuro, verde foresta, verde muschio profondo, quasi un ossido di rame era ovunque e, in modo sorprendente, funzionava benissimo.

"La nostra scommessa è stata il verde foresta: una tonalità scura, in controtendenza rispetto a tutto quello che ci era stato insegnato, ma che sul pubblico pare aver fatto colpo." — Fabrizio Storchi, Marca Corona (fondata nel 1741)

Al di là del verde, la palette 2026 è stata una celebrazione della terra: terracotta bruciata, argilla, ocra, sabbia calda e avorio. Toni che non stancano, che invecchiano bene e che si abbinano a quasi qualsiasi materiale. Le finiture sono prevalentemente opache o semi-opache, con qualche accento satinato dosato con misura.

Stand ceramico con collezione verde foresta scuro al Cersaie 2026
Il verde foresta scuro è stato tra i colori più apprezzati dai visitatori del Cersaie 2026
Campionario ceramico nei toni Senape, salvia, malva, avorio e tortora al Cersaie 2026
Palette di colori naturali che hanno dominato in modo caldo e avvolgente gli stand Cersaie 2026

Un caso particolarmente interessante: Saime si è spinta fino nell'entroterra ragusano per riprodurre, in gres porcellanato, le tonalità e le forme della pietra pece siciliana, un materiale inconfondibile per come rovescia il paradigma del nero come assenza di luce. Il risultato è una collezione dotata di una storia e di un'identità geografica precisa. Questo è esattamente il tipo di evoluzione che ci aspettavamo: non un effetto pietra generico, ma quella specifica pietra, con il suo carattere.

Zellige, graniglia e imperfezione: il fascino dell'imperfetto

Tra le tendenze più sorprendenti e personalmente più affascinanti che abbiamo visto c'è la riscoperta dell'imperfezione artigianale. Collezioni che richiamano le maioliche tradizionali, mattoncini in stile zellige con bordi leggermente irregolari e superfici smaltate non perfettamente uniformi, oltre a graniglie storiche reinterpretate in grande formato.

Questi prodotti parlano a chi ama la bellezza imperfetta e a chi desidera una casa che racconti una storia. Inoltre, funzionano in modo sorprendente nei contesti contemporanei: l'irregolarità dello zellige abbinata a sanitari minimali e rubinetteria brunita è stato uno degli accostamenti più ricorrenti negli allestimenti.

Rivestimento in stile zellige con bordi irregolari e smalto imperfetto, tendenza Cersaie 2026
L'effetto zellige e le maioliche reinterpretate in gres porcellanato: imperfezione come valore estetico, non come difetto

Materiali organici: gli scarti come materia prima

Una delle novità più inaspettate e interessanti ha riguardato i materiali. Alcune aziende in particolare Cimento hanno presentato impasti compositi in cui gli scarti organici vengono incorporati nella mescola fino al 30% del totale: gusci d'uovo, semi d'uva e di oliva, o scarti della lavorazione del mais.

L'aspetto più rilevante non è solo il dato ambientale, ma quello estetico: il pubblico chiedeva esplicitamente di vedere questi materiali in superficie. Le increspature, le sfumature beige e le venature ocra che emergono dall'impasto organico vengono percepite come un valore aggiunto, non come una mancanza di pulizia industriale. Si tratta di un cambio culturale significativo.

La frase della fiera "Il concetto di scarto sembra bandito: i resti di un immobile da ristrutturare sono essi stessi parte dei materiali costruttivi che verranno utilizzati per portarlo a nuova vita." William Lucchetta, CEO Cimento

Bagno e wellness: l'integrazione è totale

Il bagno inteso come stanza separata e meramente funzionale sta cedendo il passo a qualcosa di più fluido. Ciò che abbiamo visto al Cersaie 2026 conferma una direzione chiara: il bagno si fonde con il living, richiamando l'estetica delle spa e utilizzando materiali che attraversano tutta la casa senza soluzione di continuità.

I lavabi monolitici in ceramica che riprendono le venature della lastra a parete dominavano negli stand più curati. I sistemi che integrano top, lavabo e mobile in un'unica composizione ceramica, vasche dai colori rosso, blu e marrone, con base illiminata da neon (come Glass Design di Tonino Lamborghini) propongono un'estetica da boutique hotel declinata anche per l'ambito residenziale.

Stand bagno wellness con pareti ceramiche a tinta unita, lavabo integrato e atmosfera spa al Cersaie 2026
Il bagno-spa: ceramica continua dalle pareti al piano lavabo, con atmosfera da boutique hotel
Lavabo monolitico in ceramica effetto marmo con venature continue dalla parete al piano d'appoggio
Lavabi monolitici in ceramica colorata, su una texture con tonalità e dalle forme della pietra pece siciliana

Molto presente anche il tema dell'accessibilità e dell'aging in place: Ponte Giulio ha presentato soluzioni inclusive che superano il concetto di semplice "eliminazione delle barriere" per abbracciare quello di "design per tutti". In una società sempre più longeva, progettare il bagno affinché funzioni bene in ogni fase della vita è diventata una priorità e la ceramica è al centro di questa visione.

Sostenibilità: finalmente numeri, non slogan

Negli anni scorsi, la sostenibilità al Cersaie si riduceva spesso a una comunicazione generica: cartelli con foglie, claim sul "rispetto per l'ambiente" e poco altro. Quest'anno abbiamo notato un concreto cambio di registro.

Molti espositori mostravano dati reali: dichiarazioni ambientali di prodotto (EPD), percentuali di contenuto riciclato certificate, consumi energetici dei processi produttivi e durata attesa del materiale. Il convegno inaugurale è stato dedicato all'energia sostenibile come leva di competitività per la filiera non come posizionamento d'immagine, ma come problema economico reale da risolvere.

Stand con pannelli informativi sulla sostenibilità certificata e dichiarazioni ambientali di prodotto al Cersaie 2026
Sostenibilità con i numeri: EPD, contenuto riciclato e dati di ciclo di vita erano esposti in molti stand di questa edizione

Un dettaglio che ci ha colpito: diversi produttori sottolineavano la durabilità come fattore primario di sostenibilità. Un pavimento in ceramica che dura cinquant'anni è nettamente più sostenibile di qualsiasi materiale alternativo "green" che va sostituito ogni dieci anni. È un argomento semplice ma efficace, recepito immediatamente dai visitatori.

Le novità prodotto che ci hanno colpito di più

Chiudiamo con una selezione delle proposte concrete che abbiamo apprezzato di più durante la visita:

Collezioni effetto graniglia in grande formato

La graniglia storica tipica dei pavimenti dei vecchi edifici italiani viene reinterpretata in lastre 120x280, con inclusioni visibili, venature irregolari e una palette dominata da bianco caldo, beige e grigio perla. Il risultato è materico, elegante e molto più versatile di quanto sembri.

Rubinetteria in acciaio inox AISI316

Paffoni ha presentato la collezione INOX TECH: miscelatori interamente realizzati in acciaio inox AISI316, un materiale altamente resistente a graffi, macchie e usura quotidiana, in grado di garantire una manutenzione minima. È un'opzione esteticamente coerente con la tendenza alle finiture opache e ai materiali autentici.

Lastra in gres porcellanato effetto graniglia in grande formato al Cersaie 2026
Graniglia in grande formato: calore storico e scala contemporanea
Miscelatori interamente realizzati in acciaio inox al Cersaie 2026
Miscelatori interamente realizzati in acciaio inox AISI316 al Cersaie 2026

Grandi formati e texture esclusive

La proposta di Saime con texture esclusive realizzata in grandi formati regala un colpo d'occhio che dimostra quanto la ceramica possa oggi rivestire l'intera estetica del bagno con continuità materica.

Verde scuro e tonalità cromatiche audaci

Più che un singolo prodotto, si tratta di una vera e propria direzione di gusto: abbiamo visto stand che proponevano palette cromatiche che fino a tre anni fa sarebbero state impensabili per la ceramica. Il verde foresta di Marca Corona, il nero lavico di Casalgrande Padana e i toni rosso-marrone profondi di altre collezioni dimostrano come la ceramica si sia finalmente liberata dalle sole tonalità "sicure" o neutre.

Incontri inaspettati

Con grande sorpresa allo stand di Palette Cad (azienda leader nella produzione di software 3D per la creazione di ambientazioni virtuali) abbiamo incontrato il TG5. La troupe ha intervistato il responsabile dell'azienda, realizzando un servizio su come la progettazione degli ambienti domestici stia cambiando oggi grazie alle nuove tecnologie.

Lastra in gres porcellanato con texture esclusive in grande formato al Cersaie 2026
Lastre in grande formato: gres porcellanato con texture esclusive
Composizione top e doppio lavabo d'appoggio al Cersaie 2026
Composizione con base mobile e top a doppio lavabo d'appoggio al Cersaie 2026
Funzionamento del software Palette Cad ripreso dal TG5 al Cersaie 2026
Funzionamento del software Palette Cad ripreso dal TG5 al Cersaie 2026
Intervista del TG5 al Cersaie 2026
Intervista del TG5 al CEO Palette Cad al Cersaie 2026

La nostra impressione generale

Il Cersaie 2026 ci lascia con una sensazione chiara: il settore sta attraversando una fase di piena maturità creativa. Non si cerca più di stupire con effetti speciali o con imitazioni sempre più fedeli di altri materiali; si punta invece a costruire un'identità propria e autentica per la ceramica.

Natura, materia, tattilità, imperfezione, colore e durata: sono queste le parole che ci portiamo a casa. E sono concetti che riflettono il modo in cui desideriamo vivere gli spazi non solo come vogliamo che appaiano.

Ci rivedremo al Cersaie 2027. Nel frattempo, se desiderate vedere dal vivo alcune delle tendenze che abbiamo descritto, gli showroom della Basilicata sono il punto di partenza ideale.

Le domande più frequenti sul Cersaie 2026

Quali colori hanno dominato al Cersaie 2026?
I colori protagonisti del Cersaie 2026 sono stati i toni della foresta e della terra: verde scuro, verde muschio, terracotta, argilla, ocra, sabbia e bianco caldo. Molte aziende hanno scommesso su tonalità scure inusuali per la ceramica, come il verde foresta di Marca Corona, che ha riscosso grande successo tra i visitatori.
La ceramica 3D era presente al Cersaie 2026?
Sì, la ceramica tridimensionale è stata uno dei filoni più evidenti del Cersaie 2026. Scanalature, rilievi, ondulazioni e bassorilievi erano presenti in quasi tutti i padiglioni, con superfici che cambiano aspetto con la luce e trasformano la parete in un elemento architettonico a sé stante.
Cosa sono i materiali organici presentati al Cersaie 2026?
Alcuni produttori, come Cimento, hanno presentato materiali compositi in cui gli scarti organici (gusci d'uovo, semi d'uva e di oliva, scarti di mais) vengono incorporati nell'impasto fino al 30% del totale. Il pubblico ha apprezzato la scelta di portare queste irregolarità in superficie, con le loro sfumature beige, ocra e increspature naturali.
L'effetto zellige era di tendenza al Cersaie 2026?
Sì. Al Cersaie 2026 era molto presente la riscoperta dell'artigianalità e dell'imperfezione: collezioni che richiamano le maioliche tradizionali, i mattoncini zellige e le graniglie storiche con bordi irregolari e superfici non perfettamente uniformi. La tendenza risponde alla voglia di autenticità e calore nelle case.
La sostenibilità era affrontata in modo concreto al Cersaie 2026?
Sì, con un approccio molto più concreto rispetto agli anni scorsi. Si è parlato di ciclo di vita del materiale, contenuto riciclato certificato, scarti come materia prima secondaria, durabilità come valore green e processi produttivi a basse emissioni. Il convegno inaugurale era dedicato all'energia sostenibile per la competitività della filiera ceramica.